RADIO PETRUSKA

SIAMO NATI PER CREDERE. L’INTELLIGENZA. IO. MORALE. RELIGIONE. [01:30:30]

Con il Prof. Giorgio Vallortigara, Professore di Neuroscienze al Centre for Mind/Brain Sciences, Università di Trento.

Seconda puntata della terza stagione LA CREAZIONE DEL MONDO | Io. La generazione dell’anima umana

 

Io esisto.

E quest’Io è l’unica cosa che percepisco, è l’unica cosa che sono, è l’unica cosa che ho. È dunque importante. È la cosa più importante. È così importante che dev’essere voluta.

Quest’enormità che è il mio Io, che è la mia anima, che è la mia bellezza non può essere un caso. Deve essere voluta da un contesto molto più ampio, da una causa superiore, da un contesto che corrisponde alla grandiosità con la quale percepisco me stesso e, attraverso me stesso, il mondo intero. Non sono morale, etica, compassione le più nobili qualità dell’Uomo?

Gli scimpanzé A e B lottano tra loro. C osserva. A sconfigge B. C abbraccia B.

 

Nel mondo esistono due categorie di persone: chi pensa che i misteri possano essere risolti e chi apprezza il mistero in quanto tale perché vuole che esista. Per rispondere alle sue domande sull’intelligenza, l’esperienza e *Umwelt*, in questo secondo podcast Markus ha invitato uno di quelli che appartiene alla prima categoria, il Prof. Giorgio Vallortigara.

Non è certo un caso che il Prof. Vallortigara lavori con i pulcini. Oltre a stargli molto simpatici, ci lavora assieme da sempre. Il suo laboratorio è come un piccolo zoo: moscerini della frutta, pesci, api, bombi, topi, pulcini. Questo perché, come spiega, per ogni problema biologico esiste un animale adatto allo studio di quel problema: quesiti diversi possono essere risolti sfruttando capacità e intelligenze delle diverse creature del mondo.

Negli ultimi anni si è dedicato allo studio di un problema specifico, grazie anche a fondi dell’Unione Europea: cosa ci consente di distinguere cose animate da quelle non animate? Se sentiamo lo scricchiolio di qualcosa, pensiamo subito che sia qualcuno e non qualcosa. Siamo cacciatori di „animatezza“? Cosa ci permette di fare queste distinzioni?

E tu, a quale categoria di persona appartieni? Dopo aver ascoltato questo podcast, potrai dire di saperlo con certezza.

 

Prof. Giorgio Vallortigara

Giorgio Vallortigara è professore di Neuroscienze presso il Centre for Mind-Brain Sciences dell’Università di Trento, di cui è stato anche direttore.
E’ stato anche per vari anni Adjunct Professor presso la School of of Biological, Biomedical and Molecular Sciences dell’ Università del New England, in Australia.
È autore di più di 250 articoli scientifici su riviste internazionali (con oltre 16.000 citazioni) e di alcuni libri a carattere divulgativo: “Cervello di gallina. Visite (guidate) tra etologia e neuroscienze”, Bollati-Boringhieri, Torino, 2005 (vincitore del Premio Pace per la divulgazione scientifica nel 2006), “Nati per credere” (con V. Girotto e T. Pievani) Codice, Torino, 2008, “La mente che scodinzola” Mondadori, Milano, 2011 selezionato dalla Giuria Scientifica del Premio Galileo 2013), “Cervelli che contano” (con N. Panciera) Adelphi, 2014 e “Piccoli equivoci tra noi animali” (con L. Vozza) Zanichelli, 2015.
Ha inoltre pubblicato nel 2013 la monografia “Divided Brains” con L.J. Rogers and R.J. Andrew per Cambridge University Press, ora tradotta per Mondadori Education (con il titolo “Cevelli divisi”, 2017).
Nel 2016 ha otteniuto il Premio internazionale Geoffroy Saint Hilaire per l’etologia e una laurea honoris causa dall’Università della Ruhr, in Germania. È Fellow della Royal Society of Biology.
Oltre alla ricerca scientifica svolge un’intensa attività di divulgazione, collaborando con le pagine culturali di varie testate giornalistiche e riviste, quali il Sole 24 Ore e Le Scienze.

 

 

In questa stagione Markus Zohner incontra sette scienziati di fama mondiale provenienti dal mondo della neuroscienza, della robotica, dell’informatica, della filosofia e della psicologia per parlare con loro sul funzionamento del cervello umano, sull’intelligenza, sull’empatia e sulla sua nascita attraverso i neuroni a specchio, sulla morale e sulle sue funzioni, sul conscio, sul linguaggio, sul pensiero, sulla creatività, sull’identità e sull‘io. Markus vuole sapere tutto sull’intelligenza artificiale, sul Machine Learning e sul futuro del cervello umano come interfaccia fra cognizione, intelligenza, conscio e computing.

Attraverso questi
7 INCONTRI desideriamo immergerci nelle grandi domande che ruotano attorno al nostro io. Siamo felici di poter parlare con i nostri ospiti di quell’universo nel nostro cranio che ci regala la possibilità di vedere, di sentire, di ascoltare. Di imparare, di ricordare. Di muoverci, di pensare di creare. Di essere coscienti: il cervello.  IO: la generazione dell’anima umana.

Cogito ergo sum.  

ovvero: 

Io sono il mio polpaccio? 

 

Crediamo l’umano il sommo della creazione.
Siamo lusingati dalla nostra propria intelligenza e da quella dei nostri co-umani. Percepiamo il sapere, lo studio, il pensiero, l’intelligenza e la coscienza come fenomeno unicamente appartenente a noi, alla specie umana. 

Ma – l’intelligenza cos’è, in verità? Come si è evoluta nei milioni di anni passati, e si potrà sviluppare ulteriormente? L’uomo è l’essere più intelligente sulla Terra? Potrà diventare ancora molto più intelligente di quanto lo sia oggi? Stiamo sviluppando sistemi che chiamiamo intelligenti. Cosa significa? Cos’è e come funziona l’intelligenza artificiale? A che punto è? Potrà mai superare l’intelligenza dell’Uomo? E quando si arriverà al punto in cui le macchine saranno più intelligenti di colui che le ha concepite?  Di quanto l’intelligenza umana potrà essere superata dall’intelligenza artificiale?
Saremo in grado di creare un’interfaccia fra questi calcolatori super-intelligenti e il sistema nervoso dell’Uomo?  

E poi?  

Cosa succederà all’anima umana? 

La coscienza. 

Fenomeno che ci rende orgogliosi, perché ci rende unici sulla Terra. Cos’è, da dove deriva? È una somma di calcoli del cervello, una proiezione di un supercomputer che sta galleggiando nel nostro cranio? 

È il risultato di un’intelligenza evoluta e arriva per forza dopo il raggiungimento di un certo livello d’intelligenza?  

E una volta che un calcolatore artificiale supera la quantità di calcoli del nostro cervello: avrà automaticamente una coscienza? 

Come esegue il nostro cervello questa enorme massa di calcoli, come fa a regolare continuamente e a tenere sotto controllo i processi fisiologici, i sentimenti, i movimenti, i pensieri, l’inconscio, il subconscio, il conscio? 

 E l’anima, alla fine, dove sgorga? 

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