RADIO PETRUSKA

L’origine del mondo in un quadro. Markus Zohner incontra Nando Snozzi, artista.

L’origine del mondo in un quadro.

Markus Zohner incontra Nando Snozzi, artista.

Sei sicuro, Nando, che non sei un angelo? Una di queste anime rare che esistono per illuminare, per far piangere, per dare fiducia, per scacciare le paure? Una di queste poche persone, che non sono neanche persone, ma esseri che amano, che amano oltre il personale, oltre il quotidiano, oltre il piccolo mondo intorno, oltre il proprio io e le sue mille riflessioni? Io sì, ne sono sicuro. Sei uno di quei pochi pochissimi esseri fuori da questo mondo… E questa è la forza, o la bellezza, o chiamala come vuoi: non ti fai catturare. Ma dipingi e pensi e parli e scrivi e ridi e non hai paura di niente e di nessuno.

Ti dico LA CREAZIONE DEL MONDO e la prima cosa che mi rispondi è: parliamo allora de „L’origine du monde“ di Gustave Courbet. Olio su tela, 46 cm x 55 cm. CAZZO che bellezza. Vieni a Lugano e discorriamo un po‘. De „L’origine du monde“ e di tutto il resto. Ci saranno quattro o cinque amici.

Come nasce un quadro? Da dove viene l’impulso? Qual è quindi l’origine e, l’origine del mondo? Un incontro per scoprire le necessità della creazione artistica. L’origine del mondo. Ragioni, ricerche, mete.

RADIO PETRUSKA: la rivoluzione è iniziata.

Svegliarsi di colpo da un incubo e tuffarsi dritto in un sogno per non uscirne più. È più o meno così che Nando Snozzi ha vissuto il suo cambiamento di vita: da impiegato d’ufficio a pittore a tempo pieno. Un personaggio che ha trovato tutta la sua passione e la sua creatività nella pittura, forma di espressione e di pensiero a lui più cara. „Dipingere per me è un’urgenza, facendolo capisco di esistere“, basta questa sua affermazione per capire come la pittura abbia influito sulla sua vita e sul suo modo di vederla; Nando utilizza quasi tutto il suo tempo a disposizione per fare ciò che più gli piace e ciò che gli riesce meglio: dipingere, creare.

La creazione del mondo, appunto. Di questo si parla durante l’intervista cosi come di altri temi quali: lo stile di pittura da lui espresso, conscio, inconscio e subconscio, o ancora, i suoi personaggi che come una lunga catena producono un lungo flusso istintivo, ma coordinato e intelligente. Un uomo con qualcosa in più degli altri, un uomo con „un braccio e mezzo“ che ha trovato la forza ed il coraggio di esprimere ciò che sente senza paura di niente e di nessuno, un essere fuori dal mondo, crepuscolare come definito da Markus Zohner o più semplicemente come piace a lui definirsi: un „dinosauro blindato“.

 

Nando Snozzi

Nando Snozzi è uno dei più importanti e originali artisti ticinesi.
Nato a Bellinzona, sotto il segno dello scorpione, nel 1951, ha frequentato, dal 1973 al 1977, l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove ha conseguito la licenza con una tesi dal titolo “Art brut e l’arte diseredata”. Dal 1977 fino al 1980 ha vissuto a Parigi, seguendo i corsi dell’Università Paris VIII, facoltà di arti plastiche, ha concluso gli studi presso l’ateneo con uno studio sulla figura di Pier Paolo Pasolini: “Pasolini, Salò ed un segno contro …”.
La sua ricerca artistica è surreale ed insieme espressionista, e indaga tra le pieghe del mondo d’intorno mettendo in luce ciò che a volte si vede poco o si ignora, e sempre con un’immancabile dose di ironia, fantasia, sarcasmo e sagacia. Inoltre, non si è limitato al solo ambito pittorico/visuale, ma ha esteso la propria curiosità e il messaggio scaturente alla performance, al teatro, alla cinematografia.
Ma è egli stesso a descriversi, e descrivere la propria arte…

Considerando la situazione del pianeta-terra e applicando l’espressione creativa come scopo di vita e di resisternza, con esposizioni e azioni pittoriche tento di contribuire a diffondere il sentimento che l’arte non teme né arroganze né soprusi, ma che promuove dubbi sulle certezze sbandierate da altoparlanti telegenici che fanno dell’essere umano materiale di lucro.
Mi piace la vita perché è una precarietà stabile e sicura. 

Sono un po‘ fuorilegge e mi addestra a vivere il meglio possibile in un piccolo viaggio pirata. Mi sente un’unità crepuscolare ed sono un pessimo ottimista.

Trascorre la sua infanzia e frequenta le scuole a Bellinzona. Animato da una viva necessità interiore rivolta al dipingere, nel 1972 abbandona l’attività di contabile e si dedica pienamente all’arte. Si sposa nel 1971 e due anni dopo si trasferisce a Milano dove si iscrive all’Accademia di Brera. Nel 1977 ottiene la licenza con una tesi su Art brut e l’arte diseredata. Nel 1976 partecipa alla prima esposizione collettiva; nel 1977 viene incluso in una mostra alla Galleria Matasci a Tenero e tiene la prima personale a Locarno. Dal 1977 al 1981 si trasferisce in Francia; ottiene una seconda licenza presso la facoltà di arti plastiche all’Università di Parigi VIII. Dal 1981 espone in Francia a più riprese, a Losanna e in Ticino, a Bellinzona nella Galleria all’Attila. Significativa la sua partecipazione a Parigi al Salon jeune peinture; espone inoltre in collettive interessanti, a Zurigo nella Städtische Galerie zum Strauhof e a Olten, alla Kunsthalle im Hammer. Nel 1982 rientra in Ticino e l’anno seguente si risposa; tre anni dopo nasce una figlia, Zaira. Effettua soggiorni in Sardegna. Nel 1987 espone con Adriana Beretta e Reto Rigassi alla Shedhalle di Zurigo. Nel 1989 e nel 1991 ottiene la Borsa Federale. Nel 1990 il Museo Cantonale d’Arte a Lugano gli dedica una mostra. Seguono parecchie esposizioni personali in Svizzera; a Zurigo la Galleria Stummer presenterà regolarmente il suo lavoro. Partecipa a performances e rappresentazioni teatrali spesso condivise sulla scena con il percussionista Ivano Torre. Dirige una scuola di pittura e disegno, organizza manifestazioni d’arte contemporanea. Nel 1997 espone in una collettiva di artisti svizzeri allo Swiss Institute di New York. Vive e lavora a Bellinzona.

Fin dai primi lavori risalenti al 1973–74 l’universo artistico di Snozzi, fondato su una duplice matrice espressionista e surreale, indaga nei suoi risvolti tragici e comici la grande favola del mondo. Al centro delle narrazioni allegorico-surrealiste vi è la parabola del teatro umano, prevalentemente ambientata in un’era postatomica e collocata in un luogo senza spazio e senza tempo. Nella sua interpretazione visionaria e reale nel contempo coesistono sarcasmo, fantasia e umorismo. Il racconto, ambientato in scenari grotteschi e popolato di esseri umani e animali mostruosi, è sempre subordinato a esigenze pittoriche. Intreccio iconografico e dimensione pittorica danno luogo ad allegorie critiche, create dall’ artista per contribuire allo sviluppo della coscienza sociale. Il tema prioritario e permanente della «passeggiata dell’uomo che diventa animale» si esprime nelle opere del primo periodo attraverso un racconto suddiviso in tele-frammento, autonome, ma raccordate da un intreccio fatto di richiami cromatici, contrasti, esigenze costruttive rette dall’idea di un insieme.

Nel periodo successivo si accentua lo stacco fra realtà e finzione; l’artista, spesso presente nell’opera, è a sua volta interprete e spettatore della scena. Il racconto tende ad articolarsi per capitoli, illustrati in trittici e polittici. A partire dagli anni ’80, l’esperienza quale protagonista di performances, spettacoli teatrali e musicali apre l’attività pittorica a una nuova dimensione. Grandi figure dipinte in uno spazio più aperto coesistono su uno sfondo dai toni pastello e privo di gerarchia. A quadri, disegni e acquerelli si affiancano sculture-pitture, manifestazioni artistiche dominate da una sorta di «trance ritmico», in cui varie discipline – arte, teatro, musica – parlano il linguaggio di una coscienza «dove non dovrebbe sussistere arroganza di alcun genere». Volti, luce, violenza, sacro si fondono in una danza grottesca fatta di denuncia, di attaccamento alla realtà delle cose, di sarcasmo e chimera.


LA CREAZIONE DEL MONDO | ARTE | SCIENZA | VITA

Dopo aver iniziato ad indagare su come si sono creati  l’universo, il nostro sistema solare, la nostra Terra e  il nostro mondo, con la nuova serie ARTE | SCIENZA | VITA ci domandiamo come l’Uomo ha creato il suo mondo, che mondo vorrebbe creare e che mondo sta realmente creando.

Continuiamo ad incontrare artisti, scienziati e persone della vita culturale, per indagare  insieme a loro sulle idee, sulle scoperte e sui fenomeni scientifici e sociali, sulla creazione artistica, sulla vita umana come creazione, in tutte le sue forme ed espressioni, sulla spiritualità, pensieri e utopie. Sulla creazione del mondo: Arte | Scienza | Vita.

Ospiti delle prime sette puntate sono Maurizio Canetta, direttore RSI (online dal 18/09/2016), Vania Luraschi, teatrante (online dal 9/10/2016), Cristina Castrillo, teatrante (online dal 30/10/2016), Nando Snozzi, artista (online dal 27/11/2016), Fra Martino Dotta, frate Cappuccino (online dal 11/12/2016), Jean-Martin Roy, Maestro della Creazione teatrale (online dal 25/12/2016) e Romolo Nottaris, alpinista (online dal 08/01/2017).

Il progetto “La creazione del mondo” è nato la scorsa estate nel contesto del Longlake Festival: in sette chiacchierate con sette brillanti scienziati si era parlato di caos, Big Bang, buchi neri, Sole e Terra, per arrivare a scoprire lo stupefacente profilarsi della Vita e il progressivo strutturarsi di un sistema di Pensiero. Questo gennaio, poi, è arrivato il primo podcast del progetto: “Sognare lo spazio”, la parola all’astronauta italiana Samantha Cristoforetti (disponibile sulla neonata APP di Radio Petruska).

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