RADIO PETRUSKA

ERIGERSI. ALZARE LO SGUARDO. I PRIMI PASSI DELL’UOMO SULLA TERRA. CON STEFANO PEDUZZI, BIOCHIMICO E NEUROBIOLOGO, E MARKUS ZOHNER. 01:27:17

Quando e perché l’uomo si è eretto e che effetto ha fatto lo sguardo rialzato sullo sviluppo del cervello? Cosa differenzia l’umano dal resto delle specie? 

Il pensiero cos’è? Dove, nel cervello è nata la coscienza? 
Il pensiero produce il linguaggio o è il linguaggio a dare forma al pensiero?

Perché esiste il cervello? Questa è una delle prime domande ad aprire la nuova serie radiofonica “La creazione del mondo – L’evoluzione dell’uomo. Dai primi passi sulla Terra alla conquista dello spazio” e che ci porta a scoprire qual è stato lo sviluppo del cervello.

Tenendo conto che i primi neuroni sono comparsi nelle meduse 15, 20 milioni di anni fa, se ci posizionassimo su una linea del tempo, noi esseri umani saremmo solo nell’ultima parte. Per noi il cervello è molto prezioso, ma ci sono organismi che il cervello non ce l’hanno, come i tunicati. Cosa ci rende così speciali e così diversi dalle altre specie? Qual è il salto che ci ha portati a differenziarci dagli scimpanzé?

Nel corso di milioni di anni, l’uomo è passato attraverso molti pericoli, cambiamenti climatici e territoriali, ha cambiato la sua dieta e ha imparato a cucinare; è diventato un essere creativo, ha interagito con uno strumento, ha ragionato su come modificarlo per renderlo utile e poi ha compiuto l’azione di renderlo tale. Ha cominciato a pianificare, ricordare, imitare quello che facevano gli altri. Ha iniziato a parlare e a rendere le parole parte integrante della nostra vita. Come se la cultura umana fosse basata sul parlare. Così si sviluppa la lingua, in un momento in cui l’umano sta bene e non deve combattere per dei pericoli, in cui ha una speranza di vita più alta e il bisogno di esprimere pensieri complessi. Ora ha tempo per relazionarsi con la famiglia, la quale diventa più ampia. I nonni con la propria esperienza potevano raccontare le loro avventure ai nipoti. Ha inizio la cultura. Il passaggio culturale che coincide con lo sviluppo del linguaggio e con il tempo a disposizione. Se si è occupati solo con il cacciare, non si ha tempo, mentre se il bambino può stare con il nonno che gli racconta, il cervello si può sviluppare e imparare. Siamo l’unica specie programmata per imparare.

Siamo, dunque, infiniti? Per quanto il nostro cervello continuerà ad assimilare informazioni? Come si svilupperà nel futuro? Una prima puntata ricca di domande sull’organo più “costoso” che abbiamo, ma che ci permette di capire come siamo e chi siamo.

 

Dr. Stefano Peduzzi

Stefano Peduzzi è mesolcinese e prima di trasferirsi a Coira, dove vive attualmente, ha trascorso un periodo di dieci anni a Zurigo. Nella città sulla Limmat ha conseguito i suoi diplomi al Politecnico Federale (ETHZ). A conclusione del Bachelor in biochimica ha collaborato allo sviluppo di un modello animale per la schizofrenia presso l’istituto di ricerca comportamentale di Schwarzenbach. Ha continuato in seguito il percorso formativo nell’ambito delle neuroscienze conseguendo un Master in neurobiologia. La formazione al Politecnico gli permette di avvicinarsi ad un campo di ricerca complesso quale il cervello umano e spinto dal fatto che su di esso si sa ancora così poco, decide di lavorare come ricercatore presso l’istituto di ricerca sul cervello del Politecnico e Università di Zurigo nel dipartimento di neuromorfologia. Durante questi anni ha collaborato con il direttore dell’istituto di ricerca del cervello, il Prof. Martin Schwab, noto per aver scoperto i fattori d’inibizione responsabili per la mancata rigenerazione del nostro sistema nervoso centrale.

Stefano Peduzzi si specializza nel campo della rigenerazione neuronale e al centro delle sue ricerche ci sono concetti che oggigiorno hanno notevole rilevanza scientifica come la plasticità del sistema nervoso. Lavorando prevalentemente su modelli animali, pubblica ricerche che mostrano la capacità di riorganizzazione funzionale del cervello dopo un infortunio del midollo spinale. Assieme ai suoi colleghi provenienti da varie parti del mondo consolida scientificamente il fatto che il cervello e il midollo spinale hanno una straordinaria capacità di riadattamento cellulare e sinaptico anche dopo eventi fisiologicamente drammatici come traumi o infortuni.

Mosso dalla sua passione per la divulgazione scientifica e per l’educazione dei giovani, fonda e dirige l’associazione mise, che da dieci anni permette agli alunni della Svizzera Italiana di entrare in contatto con studenti universitari di diversi atenei della Svizzera per un sostegno scolastico. Consegue inoltre, sempre al Politecnico di Zurigo, un MAS in educazione per scuole medie superiori (secondary and higher education) e decide di lavorare al Liceo di Coira. Da otto anni insegna la biologia in italiano, tedesco e inglese ed è sempre a stretto contatto con la ricerca soprattutto in ambito neurobiologico, che lui stesso definisce essere in una fase storica di conoscenza paragonabile al rinascimento.

Mille domande a grandi scienziati che sono alla ricerca delle origini del tutto.

Sognare di raccontare la storia più grandiosa. Immergersi in mari di domande, le cui risposte generano altri mari. Cercare di capire, di vedere, di afferrare, di intuire. Il desiderio di captare delle idee, di intravedere delle risposte, di scoprire delle tracce.

La speranza di illuminare, con queste nostre minuscole torce di pensiero e fantasia, l’infinità di quello che c’è stato, dei fenomeni che hanno fatto nascere il mondo, i continui sviluppi che ci hanno portato ad oggi, al qui e ora, a questo punto d’incrocio fra passato e futuro. A questo meraviglioso momento che ci permette di pensare, di discutere, di riflettere.

Non ci sono spiegazioni facili. Non c’è soluzione. C’è una marea di pensieri da essere pensati, c’è una storia grandiosa da essere scoperta: LA CREAZIONE DEL MONDO.

Dopo il racconto della storia Dal Big Bang al Pensiero Umano della scorsa estate, anche quest’anno la Markus Zohner Arts Company prosegue il suo progetto teatrale e culturale pluriennale in un nuovo ciclo di sette incontri LA CREAZIONE DEL MONDO – L’EVOLUZIONE DELL’UOMO. Insieme a grandi scienziati del mondo dell’antropologia, della biologia, dell’archeologia, Markus Zohner vuole cercare di raccontare, allo stato attuale delle scoperte scientifiche, la nascita dell’Uomo, i suoi sviluppi, la sua natura, la sua propagazione sulla Terra e le sue grandi conquiste: l’evoluzione dagli organismi più semplici verso le diverse specie di ominidi e le successive ramificazioni. Quando è arrivato all’Uomo questo momento dell’auto-coscienza: “io esisto”? L’uomo di natura è un essere migratorio? Che ruolo giocavano nei suoi sviluppi fenomeni come l’aggressività, la paura, l’intelligenza, i comportamenti sociali, la spiritualità e, alla fine, l’amore? Che sviluppi si sono susseguiti nel cervello per portare l’uomo da una vita sugli alberi alla costruzione di razzi per la conquista dello spazio? Chi siamo, dunque?

Attraverso questi incontri, si vuole raccontare la storia di un percorso lungo 3 milioni di anni che ci ha portati a quello che siamo oggi. Scoprire periodi in cui diversi ominidi coesistevano sulla Terra, periodi di migrazioni, di guerre, di sviluppo culturale. Da dove veniamo veramente? Quali sono le ragioni e gli scopi della nostra esistenza su questo pianeta? Perché l’uomo ha ancora la necessità di migrare? Mille domande per indagare sulla nostra storia, sulla nostra provenienza, sulla nostra esistenza.

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